Siamo arrivati all'ultima tappa del nostro percorso, il quindicesimo capitolo: Vigilanza su mercati e intermediari. Se il mercato è uno stadio, dopo aver visto le regole del gioco e i giocatori, oggi studiamo chi sono gli "arbitri" e quali poteri hanno per fischiare i falli o sospendere la partita.
La vigilanza serve a garantire due cose fondamentali: che le banche e gli intermediari non falliscano (stabilità) e che non imbroglino i clienti (trasparenza).
La Divisione dei Compiti: Banca d'Italia vs Consob
In Italia non c'è un solo arbitro, ma due che lavorano in squadra. La legge divide i loro compiti in base all'obiettivo:
Banca d'Italia (Vigilanza Prudenziale): Si occupa del contenimento del rischio, della stabilità patrimoniale e della sana e prudente gestione degli intermediari. È lei che emana i regolamenti sull'organizzazione amministrativa, contabile e sui controlli interni delle SGR.
Consob (Vigilanza di Comportamento): Si occupa della trasparenza e della correttezza dei comportamenti di chi presta servizi di investimento. Il suo obiettivo è informare correttamente l'investitore e proteggerlo.
I Poteri di Controllo
Per poter vigilare davvero, gli arbitri devono poter vedere cosa succede "dentro" le società.
Poteri Informativi: Le autorità possono chiedere in ogni momento la comunicazione di dati, notizie e la trasmissione di atti e documenti agli intermediari.
Ispezioni: Banca d'Italia e Consob possono ordinare ispezioni e richiedere l'esibizione di documenti presso i soggetti abilitati.
Poteri di Convocazione: Entrambe le autorità hanno il potere di convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti degli intermediari per chiedere chiarimenti sulla gestione.
Gestione del Credito e Rischi
Un pezzo importante della vigilanza riguarda il monitoraggio di chi riceve prestiti.
Centrale dei Rischi: Gli OICR (fondi) che investono in crediti hanno l'obbligo di partecipare alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia.