Benvenuto alla tredicesima lezione del nostro percorso. Entriamo oggi in uno degli argomenti più densi e importanti dell'intero esame: i Servizi e le attività di investimento.
Questa sezione disciplina il "cuore" del lavoro dell'intermediario: quali servizi può offrire, chi lo controlla e, soprattutto, quali test deve fare per assicurarsi che l'investimento sia adatto al cliente.
Un'impresa di investimento è un soggetto la cui attività abituale consiste nel prestare professionalmente servizi di investimento a terzi.
I Protagonisti: Chi può operare?
Non tutti possono vendere prodotti finanziari. I soggetti abilitati sono:
SIM (Società di Intermediazione Mobiliare).
Banche (italiane ed UE).
Imprese di investimento UE (anche con succursale in Italia).
SGR (Società di Gestione del Risparmio): possono prestare consulenza e gestione di portafogli.
Consulenti Autonomi e SCF: prestano consulenza senza detenere fondi o titoli dei clienti.
L'Autorizzazione e l'Avvio (SIM)
Per aprire una SIM, serve il "permesso" delle autorità:
Requisiti: La sede legale e la direzione generale devono essere in Italia. Il capitale versato non deve essere inferiore a quello stabilito dalla Banca d'Italia.
L'arbitro: L'autorizzazione è rilasciata dalla Consob, sentita la Banca d'Italia.
Tempi: Se entro un anno dall'autorizzazione la SIM non inizia a operare, l'autorizzazione decade. Se l'attività viene interrotta per più di sei mesi, la Consob revoca l'autorizzazione.
Le Regole d'Oro: Adeguatezza e Appropriatezza
Questo è il punto più testato all'esame. L'intermediario deve "profilare" il cliente.
A. Il Test di Adeguatezza (Il più rigoroso)
Si applica solo a: Consulenza in materia di investimenti e Gestione di portafogli. L'intermediario deve ottenere informazioni su:
Conoscenza ed esperienza del cliente.
Obiettivi di investimento (inclusa la tolleranza al rischio).
Situazione finanziaria (inclusa la capacità di sostenere perdite).