Le opzioni sono strumenti finanziari derivati che danno all’acquirente un diritto, ma non un obbligo. Il venditore, invece, assume un obbligo se l’acquirente decide di esercitare il contratto.
In pratica, chi compra un’opzione paga un premio per avere la possibilità di comprare o vendere un’attività sottostante a un prezzo già stabilito, chiamato prezzo di esercizio o strike price.
Call e put
Un’opzione call dà il diritto di comprare il sottostante a un prezzo prefissato.
Un’opzione put dà invece il diritto di vendere il sottostante a un prezzo prefissato.
Questa è la distinzione base da ricordare:
call = diritto di comprare;
put = diritto di vendere.
Premio e strike
Il premio è il prezzo pagato per acquistare l’opzione.
Lo strike price, invece, è il prezzo al quale il compratore potrà esercitare il proprio diritto se conviene farlo.
Per il compratore, la perdita massima è limitata al premio pagato, mentre il guadagno può essere molto ampio, soprattutto nel caso di una call.
Per questo le opzioni sono strumenti molto usati sia per la copertura sia per la speculazione.
Valore intrinseco
Il valore intrinseco di un’opzione misura quanto l’opzione è già “in guadagno” rispetto al mercato.
Per una call, corrisponde alla differenza tra prezzo di mercato del sottostante e prezzo di esercizio, se positiva.
Per una put, corrisponde alla differenza tra prezzo di esercizio e prezzo di mercato del sottostante, se positiva.
Se l’opzione non è conveniente da esercitare subito, si dice out of the money.
Se invece è conveniente esercitarla subito, si dice in the money.
Quando il prezzo del sottostante coincide con lo strike, l’opzione è at the money.
Tipi di esercizio
Le opzioni si distinguono anche in base al momento in cui possono essere esercitate.
Un’opzione europea può essere esercitata solo alla scadenza.
Un’opzione americana può essere esercitata in qualsiasi momento della sua vita.
Le opzioni bermuda possono essere esercitate solo in date prestabilite.